Recovery, ristori e bonus: i primi dossier sul tavolo di Draghi

Mario Draghi - Photocredit: QuirinaleSe Draghi troverà la maggioranza per il nuovo Governo dovrà occuparsi non solo di riscrivere il Recovery Plan, ma di una serie di dossier che attendono il via libera definitivo. Dalle cartelle fiscali ai ristori, passando per i provvedimenti previsti dalla Manovra.

Crisi di Governo: in ballo non c'è solo la credibilità dell'Italia ma il futuro delle politiche economiche UE

Mentre il Governo a guida Mario Draghi è in costruzione, alcuni temi urgenti aspettano un nuovo Esecutivo.

Ristori e cartelle fiscali

Il primo dossier paralizzato dallo stallo politico causato dalla crisi di Governo è il decreto Ristori 5. Sul piatto ci sono 32 miliardi previsti dall'ultimo scostamento di bilancio, che Palazzo Chigi intendeva utilizzare per sbloccare i contributi a fondo perduto. 

C’è da capire se il nuovo Esecutivo seguirà la scia del Conte due, continuando a puntare sui ristori, con un testo che comprenderebbe gli aiuti alle imprese e il rifinanziamento della cassa integrazione. Un tema che resta decisivo, dal momento che molte attività economiche hanno subito chiusure e limitazioni da gennaio senza prevedere, al contempo, ristori automatici. Il Presidente del Consiglio incaricato ha ribadito in più occasioni, anche in questi giorni, che i sussidi da soli non sono sufficienti a impostare la ripartenza e i 32 miliardi potrebbero rappresentare la prima manovra economica del governo Draghi.

In ballo ci sono poi la riforma degli ammortizzatori sociali, che si puntava a mettere a punto entro fine marzo - quando dovrebbero sbloccarsi i licenziamenti - e lo stop alle cartelle fiscali. 

Assegno unico e non solo: i pilastri della Manovra che attendono Draghi

Se nel breve termine tengono banco le misure anti-crisi, ci sono una serie di dossier pendenti legati alla Manovra 2021 che attendono lo sblocco. 

Molti dei provvedimenti inseriti nella legge di Bilancio 2021, infatti, non sono entrati automaticamente in vigore, ma sono legati all’emanazione di decreti attuativi: i termini previsti per i decreti sono di solito di 30, 60 o anche 90 giorni dalla pubblicazione della Manovra in Gazzetta ufficiale (avvenuta il 30 dicembre scorso).

Capita spesso che le tali scadenze non vengano rispettate e c'è da attendersi che la mutata agenda politica rallenti ulteriormente l'iter. 

Fra i provvedimenti che potrebbero subire un rallentamento c'è l’assegno unico - l'aiuto che le famiglie riceveranno per ciascun figlio dal settimo mese di gravidanza al ventunesimo anno di età - che la crisi di Governo rischia di rallentare. 

Per non parlare dei numerosi bonus inseriti in Manovra e che attendono appositi decreti attuativi per vedere la luce: dal bonus idrico o rubinetti al kit digitalizzazione, passando per il bonus per l’acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto correttive.

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