In arrivo il decreto sull'anno bianco fiscale per autonomi e professionisti

Partite IVALa ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha annunciato lo stanziamento di nuove risorse per l'esonero dei contributi previdenziali dovuti da lavoratori autonomi e professionisti. Intanto gli iscritti agli ordini chiedono maggiori tutele, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alla CIG autonomi introdotta dalla Manovra 2021.

Cosa prevede la Manovra 2021

Sia l'anno bianco fiscale che la CIG autonomi sono due misure previste dalla legge di Bilancio 2021 allo scopo di aiutare professionisti e partiva IVA colpiti dalla crisi economica legata all'emergenza Covid-19.

Manovra 2021: anno bianco fiscale e CIG autonomi

Anno bianco fiscale: anticipazioni sul nuovo decreto attuativo

Il 21 gennaio la ministra Catalfo ha annunciato che, grazie alle risorse stanziate con il nuovo scostamento di bilancio, nel dl Ristori 5 verrà rifinanziato il fondo per l'esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti - istituito dalla Manovra 2021 - con 1,5 miliardi di euro, portandolo così a un totale di 2,5 miliardi.

Il Ministero del Lavoro sta ora definendo i cardini del decreto attuativo che disciplinerà questo nuovo strumento.

Scopo del fondo è finanziare l'esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell'INPS e dai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza, che abbiano percepito nel periodo d'imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50mila euro e abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell'anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell'anno 2019.

Sono esclusi dall'esonero i premi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).

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Chi ha diritto alla CIG autonomi?

La Manovra 2021 ha introdotto anche un'indennità ad hoc per i lavoratori autonomi della gestione separata Inps, ribattezzata CIG autonomi.

L'Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (Iscro), da sperimentare nel triennio 2021-2023, è pari al 25%, su base semestrale, dell'ultimo reddito certificato dall'Agenzia delle entrate, per un importo compreso tra 250 euro e 800 euro al mese. L'Iscro spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, è erogata per sei mensilità e non comporta accredito di contribuzione figurativa.

Per accedere all'indennità occorre rispondere ad una serie di requisiti:

  • non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere beneficiari di reddito di cittadinanza;
  • aver prodotto un reddito, nell’anno precedente la domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre 3 prima;
  • aver dichiarato un reddito non superiore a 8.145 euro;
  • essere in regola con i contributi;
  • aver aperto la partita IVA da almeno 4 anni.

L'indennità può essere richiesta una sola volta nel triennio ed è accompagnata da percorsi di aggiornamento professionale.

La domanda deve essere presentata dal lavoratore all'INPS in via telematica entro il 31 ottobre di ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, GU Serie Generale n.322 del 30 dicembre 2020 - Suppl. Ordinario n. 46  

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Le richieste dei professionisti iscritti agli ordini

Sono attesi nella giornata di venerdì 22 gennaio gli esiti del confronto tra il Ministero del Lavoro e i rappresentanti delle Casse e degli Ordini professionali sulle misure da mettere in atto per sostenere le professionisti ordinistiche.

Sul tavolo ci sono varie ipotesi, a partire dall'ISCRO (CIG autonomi) che potrebbe essere ampliata per includere anche i professionisti iscritti agli ordini. In base a quanto anticipato da La Repubblica, si ipotizza anche "un esonero contributivo per tre anni per i neoiscritti alle Casse" e "un contributo ulteriore, a carico solo di chi superi una certa soglia annua di reddito, che finanzi il nuovo ammortizzatore sociale a cui avrà diritto chi è costretto a smettere di lavorare".

Sempre su La Repubblica Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, ha sottolineato che "qualunque intervento va concordato: si potrebbe pensare a una legge quadro che dia la possibilità a ciascuna Cassa di intervenire come meglio ritiene a sostegno dei propri iscritti in difficoltà, non è detto che si debba trattare di un'estensione dell'Iscro. Quanto al meccanismo di finanziamento, la via non può che essere quella di un alleggerimento dell'imposizione fiscale. Anche chi guadagna di più è in difficoltà per la crisi: imporre un nuovo contributo solo a carico dei più abbienti creerebbe discriminazioni che potrebbero generare conflittualità tra le categorie".

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