Superbonus: i chiarimenti del Fisco

Superbonus - Foto di ThisIsEngineering da PexelsL’Agenzia delle entrate risponde ai dubbi sul superbonus del 110%. Cosa c’è da sapere sulla maxi-detrazione. 

Guida al superbonus: interventi ammessi, cessione del credito e sconto in fattura

Oltre alla guida dedicata al superbonus, l'8 agosto 2020 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato due circolari dedicate alla maxi-detrazione e alla cessione del credito/sconto in fattura.

Per sciogliere i dubbi sulla maxi-detrazione, il Fisco risponde a una serie di interpelli e chiarisce alcuni punti. Gli ultimi in ordine di tempo riguardano la possibilità di fruire del superbonus in caso di immobili con più destinazioni d'uso.

La circolare 24/e dell'8 agosto 2020 e i provvedimenti sulla cessione del credito

Oltre a chiarire una serie di punti, come l'apertura del superbonus del 110% anche ai familiari e ai conviventi del possessore o del detentore dell’immobile, la circolare 24/E dell'8 agosto 2020 fornisce indicazioni anche in merito alle partite IVA e ai costi accessori agevolabili. 

Circolare 24/e dell'8 agosto 2020

Chi non opta per la detrazione fiscale ha davanti due alternative: il cosiddetto sconto in fattura e la cessione del credito.

Il primo consiste in un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati. Il fornitore, quindi, recupera il contributo anticipato sotto forma di credito d'imposta di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

In alternativa si può optare per la possibilità di cedere il credito d'imposta corrispondente alla detrazione spettante ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successive cessioni.

La comunicazione per fruire dello sconto o della cessione può essere inviata all’Agenzia delle entrate a partire dal 15 ottobre 2020 ed entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sostiene la spesa, utilizzando il modello approvato dal provvedimento di oggi. 

Il modello di comunicazione da inviare all'Agenzia delle Entrate è stato predisposto l'8 agosto e modificato il 12 ottobre (di seguito i link ai modelli). 

Cessione del credito o sconto in fattura: il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate dell'8 agosto 2020 

Cessione del credito o sconto in fattura: il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 12 ottobre 2020

Rifacimento di un immobile che fa parte di un complesso residenziale

Nella risposta dell'Agenzia n. 325/2020 il Fisco chiarisce che la demolizione e il rifacimento di un immobile che fa parte di un complesso residenziale ricadente in una zona sismica può beneficiare del superbonus, se l’istante ha firmato il compromesso nel 2018 ma la consegna avviene tra settembre e ottobre 2020. L’agevolazione, infatti, spetta per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. 

Interventi sulle unità coballenti F2

Le spese sostenute per gli interventi effettuati sull’unità collabente (censita al catasto come F2) attigua all’abitazione principale, entrambi oggetto di un programma di ristrutturazione con accorpamento, finalizzati alla riduzione del rischio sismico e all’efficientamento energetico possono accedere al superbonus. E’ quanto chiarisce il Fisco nella risposta n. 326/2020

Ecobonus e sismabonus, infatti, spettano anche per le spese sostenute per interventi realizzati su immobili classificati nella categoria catastale F/2 (unità collabenti) in quanto, pur trattandosi di una categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito, gli stessi possono essere considerati come edifici esistenti, trattandosi di manufatti già costruiti e individuati al Catasto. L’Agenzia ritiene che tale principio si possa applicare anche ai fini del superbonus.

Immobili in comodato d’uso

Nella risposta n. 327/2020 il Fisco chiarisce che è possibile beneficiare del Superbonus per gli interventi che prevedono la sostituzione dell’attuale generatore di calore con una pompa di calore, se l’immobile è in comodato d’uso. 

Niente superbonus, invece, per i lavori di tinteggiatura dello stesso immobile che possono, però, beneficiare del “bonus facciate” cioè della detrazione nella misura del 90% delle spese documentate sostenute nell'anno 2020 per il rifacimento e la pittura 

Interventi sulle villette a schiera

Con la risposta n. 328/2020 l’Agenzia delle Entrate precisa che il proprietario di una villetta a schiera può fruire del superbonus per gli interventi che intende realizzare sull’immobile, a prescindere dalla condizione che lo stesso sia adibito a prima casa e residenza del proprio nucleo familiare dal 2015. 

Limiti di spesa per gli interventi realizzati sulle parti comuni di un edificio in condominio

Nel caso in cui sullo stesso fabbricato siano effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo di spesa ammesso alla detrazione è costituito dalla somma degli importi previsti per ciascun lavoro realizzato. E l’esecuzione sull’intero edificio di almeno un intervento “trainante” consente ai singoli di fruire del maxisconto per i lavori di risparmio energetico effettuati sulla propria unità immobiliare. E' quanto precisa il Fisco nella risoluzione n. 60 del 28 settembre 2020.

La questione "strade private"

A destare diversi dubbi sin dall'avvio del superbonus è come giudicare l’autonomia funzionale di un’unità autonoma. La circolare 24/E delle Entrate parla di accesso su strada, ma sin dal primo momento non è stato chiaro se questa definizione ricomprendesse situazioni simili ma non identiche, come strade private, parchi condominiali, le villette a schiera che costituiscono un "condominio orizzontale".

A scioglierei i dubbi, rispondendo a un'interrogazione parlamentare, è stato il sottosegretario del MEF Alessio Villarosa: "In merito alla nozione di accesso da strada, né nella norma né nella circolare 24/E, sono previste limitazioni in ordine alla proprietà pubblica o privata". Di conseguenza "può ritenersi autonomo anche l’accesso da una strada privata e/o in multiproprietà". E può ritenersi autonomo "anche l’accesso da terreni di utilizzo comune, ma non esclusivo, come i pascoli".

Il perimetro, secondo il MEF, va ulteriormente allargato considerando autonomo anche l’accesso indipendente che passi da aree (quali strada, cortile o giardino) "comuni e condivise con altri edifici unifamiliari, non essendo rilevante che il suddetto accesso avvenga attraverso un’area di proprietà esclusiva del possessore dell’unità immobiliare oggetto degli interventi agevolabili".

L'isolamento termico della terrazza e l'installazione di un impianto solare fotovoltaico sono agevolabili al 110%

Ad interpellare l’amministrazione finanziaria, un contribuente che, possedendo un appartamento posto all’ultimo piano di un edificio composto da dieci unità immobiliari e il sovrastante lastrico solare, intende realizzare l’isolamento termico della terrazza e installarvi un impianto solare fotovoltaico, con cessione a favore del Gestore dei servizi energetici (Gse) dell’energia non auto-consumata in sito. 

Avendo ottenuto l’ok degli altri condomini, il contribuente può fruire dello sconto fiscale sull’intero importo pagato, anche in misura eccedente rispetto a quella a lui imputabile in base all’ordinario criterio civilistico di ripartizione delle spese condominiali, ma comunque entro il limite fissato dalla disciplina del superbonus in funzione del numero delle unità immobiliari che costituiscono l’edificio. È uno dei chiarimenti contenuti nella risposta n. 499 del 27 ottobre 2020.

Superbonus anche per chi lavora all'estero

Un cittadino fiscalmente residente all’estero può accedere al superbonus 110% per i lavori condominiali effettuati sull’immobile che detiene in Italia. Considerando che in Italia è titolare del solo reddito fondiario, non potrà però fruire della detrazione diretta, ma solo delle opzioni alternative, cioè dello sconto sul corrispettivo o della cessione del credito d’imposta. È il chiarimento fornito dall’Agenzia con la risposta n. 500 del 27 ottobre 2020.

Il forfetario e incapiente può cedere il credito alla banca

Il libero professionista a regime forfetario, incapiente e che quindi non ha la possibilità di applicare detrazioni fiscali, può cedere alla banca il credito d’imposta corrispondente al superbonus del 110% spettante per la ristrutturazione di un immobile situato in una zona sismica interessata dall’agevolazione.

E’ quanto chiarisce il Fisco nella risposta n. 514 del 2 novembre 2020

La vetrata non rientra nel superbonus

Non danno diritto alla detrazione del superbonus le spese sostenute per l’intervento di sostituzione della parete verticale dell'abitazione, costituita da vetrate non rimovibili, con una parete isolante che farebbe guadagnare al fabbricato le due classi energetiche richieste dalla norma. È quanto chiarisce l’Agenzia delle entrate contenuto nella risposta n. 521 del 3 novembre.

Superbonus al 50% per l’abitazione adibita in parte a bed & breakfast 

Nella risposta n. 570 del 9 dicembre il Fisco chiarisce che gli interventi di riqualificazione energetica realizzati sulla parte residenziale di un immobile utilizzato sia come propria abitazione che per l’esercizio svolto in via professionale dell’attività di bed & breakfast, possono fruire del superbonus nella misura ridotta del 50%.

L'Ape ante intervento può essere redatta anche dopo l'inizio dei lavori

L’accesso al superbonus non è precluso nel caso in cui i lavori siano iniziati a dicembre 2019, a causa dell'emergenza sanitaria posticipati ed eseguiti da luglio 2020, e non sia stato prodotto l'attestato di prestazione energetica (Ape) della situazione ante intervento. In tal caso, infatti, l’Agenzia chiarisce - nella risposta n. 571 del 9 dicembre 2020 - che l’attestato può essere redatto anche successivamente all'inizio dei lavori e dovrà riferirsi alla situazione esistente alla data di inizio degli stessi. 

E’ possibile accedere al superbonus anche se l’edificio è sia commerciale sia residenziale

Nella risposta 572 del 9 dicembre 2020 l’Agenzia delle entrate chiarisce che è possibile accedere al superbonus 110% per i lavori eseguiti sulle abitazioni, anche se l’edificio è sia commerciale sia residenziale. Basta che il condominio approvi gli interventi con riferimento ai soli appartamenti, sia redatta un’Ape ante e post intervento e sia rispettato ogni altro requisito previsto dalla normativa.

Un edificio plurifamiliare che non è un condominio non accede al superbonus

Con la risoluzione n. 78/E del 15 dicembre 2020, l’Agenzia delle entrate chiarisce che la maxi-agevolazione non spetta per interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un fabbricato che, posseduto da un unico proprietario, anche se nudo proprietario di alcune unità, non può qualificarsi come “condominio”, in mancanza della pluralità dei proprietari.

Il vincolo dei beni culturali non blocca il superbonus

L’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 595 del 16 dicembre 2020, dice sì alla detrazione del 110% per i singoli interventi ammessi all’ecobonus, come la sostituzione degli infissi, purché sia certificato il miglioramento energetico, realizzati su una unità immobiliare inserita in un condominio tutelato dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio”. Il beneficiario, inoltre, può optare per una delle modalità alternative previste per la fruizione dello sconto d’imposta.

Superbonus fruibile anche dai non residenti

Con le risposte n. 596, n. 597, n. 601, n. 602 del 17 dicembre 2020 l’Agenzia delle entrate ha chiarito che il contribuente che lavora all’estero e che in Italia non ha redditi per effettuare la detrazione d’imposta, potrà beneficiare dello sconto in fattura o della cessione del credito. 

Il tema della possibilità di fruire del Superbonus anche da parte di chi opera all’estero era stato già affrontato a ottobre dalla risposta n. 500 del 27 ottobre 2020 dell’Agenzia.

Ammessi al Superbonus anche lo scaldabagno e la termostufa a pellet

Nella risposta dell’Agenzia delle entrate n. 600 del 17 dicembre 2020 viene chiarito che tra gli interventi agevolabili con il Superbonus è inclusa anche la sostituzione di una caldaia a gasolio utilizzata per il riscaldamento di un’abitazione e la produzione di acqua calda sanitaria con uno “scaldabagno a pompa di calore” e una “termostufa a pellet”.

La circolare 30/E del 22 dicembre 2020

A dicembre il Fisco è tornato a fornire nuovi chiarimenti in materia di superbonus e cessione del credito con la circolare n. 30/E-2020.

Tra i temi trattati:

  • il concetto di “accesso autonomo dall’esterno”;
  • la spettanza dell'incentivo per l’importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici;
  • l’aumento del 50% per gli interventi di ricostruzione riguardanti i fabbricati danneggiati nei territori colpiti dal sisma del centro Italia 2016-2017. In tal caso, gli incentivi sono alternativi al contributo per la ricostruzione e sono fruibili per tutte le spese necessarie al ripristino dei fabbricati danneggiati, comprese le case diverse dalla prima abitazione, con esclusione degli immobili destinati alle attività produttive;
  • il quorum ridotto (1/3 della proprietà) necessario per la maggioranza delle assemblee condominiali per l’approvazione dei lavori agevolabili;
  • le semplificazioni delle asseverazioni dei tecnici che, nel caso di soli interventi sulle parti comuni, devono essere riferite esclusivamente alle parti condominiali.

Il Fisco fornisce, inoltre, l’elenco dei documenti e delle dichiarazioni sostitutive, da acquisire all’atto dell’apposizione del visto di conformità sulle comunicazioni da inviare all’amministrazione finanziaria per l’esercizio dell’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura.

Circolare 30/E del 22 dicembre 2020 

In arrivo 6 codici tributo per i crediti in compensazione

Con la risoluzione n. 83/E del 28 dicembre 2020 l‘Agenzia delle entrate ha istituito i codici tributo per consentire ai fornitori e ai cessionari di utilizzare in compensazione (tramite modello F24) i crediti d’imposta relativi alle detrazioni cedute e agli sconti praticati in ambito di Superbonus. Per farlo, bisognerà usare esclusivamente i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia stessa.

I nuovi codici sono:

  • 6921” denominato “SUPERBONUS art. 119 DL n. 34/2020 – utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto – art. 121 DL n. 34/2020”
  • 6922” denominato “ECOBONUS art. 14 DL n. 63/2013 e IMPIANTI FOTOVOLTAICI art. 16-bis, comma 1, lett. h), del TUIR - utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto – art. 121 DL n. 34/2020”
  • 6923” denominato “SISMABONUS art. 16 DL n. 63/2013 - utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto – art. 121 DL n. 34/2020”
  • 6924” denominato “COLONNINE RICARICA art. 16-ter DL n. 63/2013 – utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto – art. 121 DL n. 34/2020”
  • 6925” denominato “BONUS FACCIATE art. 1, commi 219 e 220, legge n. 160/2019 - utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto – art. 121 DL n. 34/2020”
  • 6926” denominato “RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO art. 16-bis, comma 1, lett. a) e b), del TUIR - utilizzo in compensazione credito per cessione o sconto – art. 121 DL n. 34/2020”.

Nel modello di pagamento F24, i codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”. Quando invece il contribuente deve procedere al riversamento del credito compensato, la colonna è quella di “importi a debito versati”.

Si al superbonus per la villetta a schiera, se dotata di accesso autonomo

Nel caso di unico edificio con più abitazioni dotate di accesso autonomo, è possibile usare il Superbonus. E quanto emerge dalla risposta n. 9 del 5 gennaio 2021, con cui l’Agenzia delle entrate chiarisce che in caso di lavori da eseguire su una villetta a schiera sita in un residence, con accesso da un passo carrabile comune, si può fruire del Superbonus in quanto, essendo ogni villetta dotata di un proprio tetto, giardino, portone d'ingresso, numero civico e parcheggio, il requisito dell’accesso autonomo si può ritenere soddisfatto.

Per le villette a schiera conta la situazione a inizio lavori

Il 7 gennaio 2021 l’Agenzia ha pubblicato due risposte anche in relazione alla fruizione del Superbonus 110%, in relazione a unità immobiliare funzionalmente indipendente e con accesso autonomo dall'esterno. 

Con la risposta n. 15-2021 si chiarisce che in caso di accorpamento di più unità abitative va considerata la situazione esistente all'inizio degli interventi edilizi e non quella risultante alla fine dei lavori ai fini dell'applicazione delle detrazioni (anche se al termine dei lavori sarà possibile individuare due unità indipendenti e con accessi separati su cortili di proprietà).

Con la risposta n. 16-2021, invece, si conferma l’accesso al superbonus per interventi sull'unità immobiliare funzionalmente indipendente e con accesso autonomo dall'esterno, che costituisce un “corpo” residenziale di un edificio, affiancato a un altro “corpo” ad uso abitativo concesso in uso a terzi. Inoltre, anche chi detiene un'unità immobiliare in base a un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, può beneficiare del Superbonus, a prescindere dal fatto che il proprietario dell'immobile abbia o meno fruito dello sconto.

Niente superbonus per gli immobili di proprietà della parrocchia

Lo stesso giorno l’Agenzia ha pubblicato anche la risposta n. 14 del 7 gennaio 2021 che chiarisce come gli enti religiosi non siano compresi tra i soggetti beneficiari del superbonus. Tali enti potranno fruire della maxi-detrazione solo se inclusi anche tra le Onlus, tra le organizzazioni di volontariato o tra le associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte negli appositi registri.  La parrocchia quindi non potrà fruire della maggiore detrazione del 110% sui lavori da effettuare sull’immobile di sua proprietà, da adibire in parte agli alloggi per i religiosi e in parte a un asilo d’infanzia. 

Fanno eccezione le spese sostenute per interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali, qualora partecipino alla ripartizione delle spese in qualità di condomino.

Immobile da demolire e ampliare: senza l’abilitazione, niente Superbonus 

Con la risposta n. 11 del 7 gennaio 2021, l’Agenzia delle entrate conferma che, in assenza del titolo abilitativo che autorizza i lavori e che attesta la spettanza del Superbonus, un intervento di demolizione, ricostruzione e aumento volumetrico di un’unità abitativa non potrà fruire dell’agevolazione.

Altre condizioni per fruire del superbonus in caso di demolizione e ricostruzione

Sempre in merito agli interventi di demolizione e ricostruzione, l’Agenzia ha pubblicato anche la risposta n. 17 del 7 gennaio 2021 in cui chiarisce che l’intervento di demolizione e ricostruzione, con la messa in sicurezza dal punto di vista antisismico di immobili esistenti (uno pertinenza (C/2), l’altro “fabbricato collabente” (F/2)) fruisce del superbonus a condizione, tra l’altro, che rientri tra quelli di ristrutturazione edilizia previsti dall’articolo 3, comma 1, lettera d), del Dpr n. 380/2001, ai quali sono stati aggiunti di recente “gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica, per l'applicazione della normativa sull'accessibilità, per l'istallazione di impianti tecnologici e per l'efficientamento energetico. L'intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana”.

Se un’unità ha tre destinazioni d’uso, solo l’abitazione accede al Superbonus

Con la risposta n. 21 dell’8 gennaio 2021, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che nel caso di un edificio composto da un’abitazione, un ufficio e un vano adibito a cabina elettrica (tutti funzionalmente indipendenti), il proprietario potrà fruire del superbonus solo per l’unità ad uso residenziale.

Con una seconda risposta (la n. 24 dell’8 gennaio 2021), invece, l’Agenzia chiarisce che in caso di ristrutturazione senza demolizione con ampliamento del fabbricato, il superbonus potrà essere usato solo per la parte esistente e non anche per quella di nuova costruzione.

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