Recovery Fund Next Generation EU: le aspettative per il vertice del 17 e 18 luglio

Recovery Fund: la proposta della Commissione UE - Photo credit: European Union, 2020 / EC - Audiovisual Service - Photographer:  Etienne AnsotteIl presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha presentato la scatola negoziale in prossimità del vertice del 17 e 18 luglio, in cui i leader UE cercheranno un accordo sul Recovery fund Next Generation EU e sul Quadro finanziario pluriennale 2021-27. Ecco le principali prospettive secondo il Parlamento UE. 

Bilancio UE: 1.850 miliardi per QFP 2021-2027 e Recovery Plan

Confermati i 750 miliardi per il Recovery fund nella proposta negoziale che il presidente Charles Michel ha preparato per il prossimo Consiglio europeo. Lo strumento tenta di mediare tra la proposta dei coronabond, il piano da 500 miliardi in forma di aiuti a fondo perduto proposto da Merkel e Macron e la richiesta dei paesi tradizionalmente contrari alla condivisione del debito di intervenire sotto forma di soli prestiti e non di pagamenti diretti.

Dopo l'incontro interlocutorio del 19 giugno, venerdì i leader dei 27 Stati membri dell'UE si riuniranno a Bruxelles per la prima riunione in presenza dall'inizio della crisi del coronavirus per cercare di raggiungere un accordo sulle proposte della Commissione europea sul QFP 2021-27 e sul Next Generation EU.

In vista del vertice del Consiglio europeo, il Parlamento UE ha fatto sentire la propria voce, organizzando un webinar a proposito della scatola negoziale presentata dal presidente Michel, che sarà alla base del confronto tra i capi di Stato e di governo dell'Unione.

Programma per la ripresa e bilancio UE potenziato per uscire dalla crisi

Recovery Fund: il ruolo del PE

In apertura del webinar, Philipp Schulmeister, capo dell'unità Public Opinion Monitoring al PE, ha illustrato i risultati di una seconda survey condotta dal Parlamento a proposito dell'approccio che i cittadini dei 27 Paesi UE hanno nei confronti delle misure proposte dalle istituzioni per affrontare la crisi Covid-19.

Dai dati emerge una leggera crescita della soddisfazione dei cittadini rispetto alle proprie aspettative, tuttavia le cifre sono sicuramente inferiori a quelle pre-coronavirus. Il miglioramento è graduale, diminuisce infatti l'incertezza e cresce anche la consapevolezza sui temi concernenti il virus. Inoltre, alla domanda posta in merito alla necessità di un budget maggiore e di più competenze per l'UE affinchè si superino gli effetti della crisi, una forte maggioranza concorda sull'assunto.

Quanto agli eurodeputati, Jan Olbrycht (EPP, PL) conferma il consenso che il Parlamento ha riconosciuto alla proposta della Commissione per il Recovery Fund, ricordando l'importanza di coinvolgere il PE sul piano delle riforme. 

Critica invece la posizione di Margarida Marques (S&D, PT), secondo cui il budget del QFP post 2020 prevede cifre non sufficienti al raggiungimento degli obiettivi proposti e ci sono delle contraddizioni nella proposta del presidente Michel: prima è stato detto che le priorità sono, ad esempio, la transizione digitale e verde, poi sono state tagliate le risorse proprio per quei programmi che avrebbero garantito di soddisfare i target.

Cosa prevede la proposta della Commissione UE

La presidente von der Leyen, durante il suo intervento al Parlamento UE, aveva parlato del Recovery Fund ribattezandolo Next Generation EU: il nuovo strumento per il futuro delle nuove generazioni da 750 miliardi di euro. Le risorse a disposizione dell'iniziativa prevedono 500 miliardi di sovvenzioni e 250 miliardi di prestiti

Il Piano si basa sulla raccolta di denaro sul mercato finanziario da destinare al perseguimento di obiettivi europei, oltre che sul rafforzamento del Quadro finanziario pluriennale, che a questo punto richiede necessariamente una maggiore potenza di fuoco rispetto alla proposta di due anni fa.

Next Generation EU reperirà risorse finanziarie grazie all'innalzamento temporaneo del massimale delle risorse proprie al 2% Pnl (Prodotto nazionale lordo) comunitario, il che permetterà alla Commissione, forte del suo elevato rating creditizio, di contrarre sui mercati finanziari prestiti per 750 miliardi di euro. Questi finanziamenti supplementari saranno indirizzati verso i programmi dell'Unione; il loro rimborso sarà spalmato nei futuri bilanci europei sull'arco di un lungo periodo, con inizio non prima del 2028 e completamento non oltre il 2058.

"Non è una novità, il bilancio comunitario ha sempre finanziato sovvenzioni, per investimenti specifici, per migliorare la coesione, nel campo sociale ed economico. E il fatto che hanno sempre funzionato prova che possono funzionare anche ora. Investendo insieme nel nostro futuro moltiplicheranno la prosperità per tutti", ha detto la presidente von der Leyen. 

Rimarcato il concetto che non saranno gli Stati membri ad indebitarsi, poiché le sovvenzioni del Piano per la ripresa saranno investiti in chiari obiettivi comuni europei. La Commissione, all'insegna dell'equità e della condivisione, proporrà anche nuove forme di recupero dei fondi: oltre alla plastic tax e al sistema di scambio di emissioni, si propone anche una tassa per le emissioni rivolta ai Paesi extra UE, una web tax e una tassa per l'accesso al mercato interno pensata per le grandi multinazionali. Interventi che potrebbero portare fino a 300 miliardi di euro nelle casse UE.

Next Generation EU: investire per le nuove generazioni

I fondi stanziati per Next Generation EU saranno convogliati in tre pilastri.

Sostegno agli Stati membri per investimenti e riforme

  • Un nuovo fondo per la ripresa e la resilienza (Recovery and resilience facility) da 560 miliardi di euro offrirà sostegno finanziario per investimenti e riforme, anche nell'ottica della transizione verde e digitale e per la resilienza delle economie nazionali, assicurandone il collegamento con le priorità dell'UE. Il dispositivo, che sarà integrato nel semestre europeo, avrà una capacità di sovvenzionamento che potrà arrivare a 310 miliardi di euro e sarà in grado di mettere a disposizione prestiti fino a un massimo di 250 miliardi di euro. Tutti gli Stati membri avranno accesso al sostegno, che tuttavia si concentrerà verso quelli che sono stati colpiti più duramente e in cui più acuto è il bisogno di aumentare la resilienza.
  • Gli attuali programmi della politica di coesione riceveranno 55 miliardi di euro in più da qui al 2022 nell'ambito della nuova iniziativa ReactUE; i fondi così reperiti saranno assegnati in funzione della gravità delle conseguenze socioeconomiche della crisi, tra cui il livello di disoccupazione giovanile e la prosperità relativa degli Stati membri. 
  • Un'implementazione del Fondo sociale europeo Plus. Gli Stati membri con livelli di disoccupazione giovanile superiori alla media dell'UE dovrebbero programmare almeno il 15% di questi fondi per sostenere i giovani e non meno del 5% per aiutare i bambini a uscire dalla povertà.
  • Il proposto potenziamento del Just transition Fund con un importo che potrà arrivare a 40 miliardi di euro aiuterà gli Stati membri ad accelerare l'approdo alla neutralità climatica.
  • Un rinforzo di 15 miliardi di euro per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale che aiuterà le zone rurali a introdurre i cambiamenti strutturali richiesti ai fini del Green Deal europeo e a centrare gli ambiziosi obiettivi delle nuove strategie sulla biodiversità e "Dal produttore al consumatore".

Next Generation EU: i 3 pilastri - photo credit: European Commission

Rilanciare l'economia dell'UE incentivando l'investimento privato

  • Un nuovo meccanismo di sostegno alla solvibilità, incluse le ricapitalizzaizoni, mobiliterà risorse private al fine di aiutare con urgenza le imprese europee economicamente sostenibili che operano nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti. Lo strumento, in grado di essere operativo fin dal 2020, avrà in dotazione 31 miliardi di euro e mirerà a reperire sostegno alla solvibilità per 300 miliardi a favore delle imprese di tutti i settori economici e a prepararle all'economia più pulita, digitale e resiliente del futuro.
  • Il potenziamento di InvestEU, il programma faro d'investimento europeo, fino a concorrenza di 15,3 miliardi di euro permetterà di mobilitare investimenti privati in progetti in tutta l'Unione.
  • Un nuovo dispositivo per gli investimenti strategici (Strategic investment facility) incorporato in InvestEU genererà, grazie al contributo di 15 miliardi di euro di Next Generation EU, investimenti per un importo fino a 150 miliardi  nel miglioramento della resilienza dei settori strategici, specie quelli collegati alla transizione verde e digitale, e nelle catene fondamentali del valore nel mercato interno.

Imparare dalla crisi

  • Il nuovo programma per la salute EU4Health, con una dotazione di 9,4 miliardi, potenzierà la sicurezza sanitaria e permetterà di prepararsi alle crisi sanitarie del futuro.
  • Grazie a un rinforzo di 2 miliardi di euro, il meccanismo di protezione civile dell'Unione RescEU sarà ampliato e potenziato così da attrezzare l'Unione per le crisi future e permetterle di farvi fronte.
  • Horizon Europe riceverà 94,4 miliardi di euro, potenziamento che gli permetterà di finanziare attività essenziali di ricerca nel campo della salute, la resilienza e la transizione verde e digitale.
  • Il potenziamento dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale fino a 86 miliardi, tramite una nuova garanzia per le azioni esterne, e 1 miliardo di euro al Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, per aiutare i partner – specialmente i paesi dei Balcani occidentali, quelli del vicinato e gli altri paesi africani – a lottare contro la pandemia e a riprendersi dalle sue conseguenze;
  • il rafforzamento dello strumento per gli aiuti umanitari con 5 miliardi di euro supplementari, tenendo conto del crescente fabbisogno umanitario nelle zone più vulnerabili del mondo.

In aggiunta ai tre pilastri di spesa, la Commissione propone anche di potenziare una serie di programmi supplementari nel bilancio dell'UE rispetto a quanto discusso a febbraio dal Consiglio europeo. Si tratta di:

  • potenziare le ciberdifese dell'Unione e favorire la transizione digitale assegnando al programma Digital Europe, garantendo un budget complessivo di 8,2 miliardi di euro;
  • investire in un'infrastruttura di trasporto ammodernata ad elevata efficienza che faciliti le connessioni transfrontaliere, come Rail Baltica, assegnando 1,5 miliardi supplementari al meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility);
  • creare le condizioni per un mercato unico europeo coeso, efficiente e in grado di guidare la ripresa, mantenendo le stesse risorse proposte per il programma Single Market e per quelli che promuovano la cooperazione nei settori della fiscalità e delle dogane rispettivamente ai livelli di 3,7 miliardi, 239 milioni, e 843 milioni di euro;
  • investire nei giovani con ulteriori 3,4 miliardi di euro per Erasmus+ e portare Europa creativa a 1,5 miliardi di euro per sostenere i settori della cultura e della creatività;
  • rafforzare la resilienza del settore agroalimentare e di quello della pesca e garantire loro il margine di manovra necessario per gestire le crisi incrementando di 4 miliardi di euro la dotazione della Politica Agricola Comune (PAC) e di 500 milioni il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP);
  • portare le capacità del Fondo Asilo e migrazione e del Fondo per la gestione integrata delle frontiere fino alla cifra complessiva di 22 miliardi di euro per rafforzare la cooperazione per la protezione delle frontiere esterne e la politica di migrazione e asilo;
  • garantire un forte sostegno all'autonomia strategica e alla sicurezza dell'Europa portando il Fondo sicurezza interna a 2,2 miliardi e il Fondo europeo per la difesa a un livello di 8 miliardi di euro;
  • sostenere i nostri partner nei Balcani occidentali innalzando il livello dell'assistenza preadesione dell'Unione a un totale di 12,9 miliardi di euro.

Come saranno finanziati i nuovi strumenti?

Per finanziare le misure proposte la Commissione contrarrà prestiti sui mercati finanziari per un massimo di 750 miliardi di euro per conto dell'Unione a favore delle misure per la ripresa nel periodo 2021-2024.

Per raggiungere lo scopo, la Commissione utilizzerà un margine o 'headroom', dato dalla differenza tra il massimale delle risorse proprie del bilancio a lungo termine (pari all'importo massimo dei fondi che l'Unione può chiedere agli Stati membri per onorare i suoi obblighi finanziari) e il massimale della spesa effettiva (massimale di pagamento del QFP).

A questo scopo Bruxelles propone una modifica alla decisione sulle risorse proprie, ossia il testo giuridico che stabilisce le condizioni di finanziamento del bilancio dell'UE, per consentire di contrarre prestiti e incrementare in via eccezionale e temporanea il massimale delle risorse proprie di 0,6 punti percentuali. Questo incremento si aggiungerà all'aumento permanente del massimale delle risorse proprie pari all'1,4 % del reddito nazionale lordo dell'UE, in considerazione delle incertezze economiche e della Brexit.

L'aumento a 0,6 punti percentuali sarà limitato nel tempo e sarà finalizzato unicamente alla ripresa dalla pandemia di coronavirus. Quindi, questo intervento non sarà più valido quando saranno stati rimborsati tutti i fondi e saranno state riassorbite tutte le passività.

Con questo margine di bilancio dell'UE a garanzia, l'Unione sarà in grado di emettere debito a condizioni relativamente vantaggiose rispetto a molti Stati membri singolarmente.

I fondi raccolti saranno rimborsati dai futuri bilanci europei a cominciare da dopo il 2027 ed entro il 2058 al più tardi. Quanto ai prestiti, provvederanno a rimborsarli gli Stati membri debitori. Per agevolare il rimborso dei fondi raccolti sul mercato e contribuire ancora a ridurre la pressione sui bilanci nazionali, la Commissione considera anche nuove risorse proprie in aggiunta a quelle già proposte, subordinandole a una stretta connessione con le priorità comunitarie: cambiamenti climatici, economia circolare e equità fiscale.

> Consulta le Q&A della Commissione UE

Moavero, attenzione alle condizioni per accedere ai fondi UE

Riflessioni sulle proposte di Bruxelles sono state esposte dall'ex ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi che, in audizione in commissione Politiche UE alla Camera del Deputati, ha posto l'accento sulle condizioni "rigorose e meticolose" prospettate dall'Esecutivo UE per l'accesso al Recovery and resilience facility: il fondo da 560 miliardi di euro, il più sostanzioso del nuovo Next Generation EU.

In questa occasione, Moavero ha ricordato che, per fruire delle risorse a disposizione delle strumento, verrà richiesto all'Italia, come ad ogni altro Stato membro, di predisporre dei piani progettuali molto dettagliati e non solo idee originali. Si richiede la relazione di come verranno messi in opera i progetti da finanziare, poiché le risorse non verranno gestite dagli Stati, ma amministrate direttamente dagli uffici della Commissione (che verificheranno la realizzabilità ex-ante, la realizzazione durante e il realizzato alla fine del percorso).

Altro fattore fondamentale è il tempo. Gli investimenti devono realizzare le opere entro sette anni dal finanziamento. Le riforme devono essere varate entro quattro anni. Questo è importante da valutare, ha osservato Moavero, soprattutto in un paese come il nostro in cui spesso le tempistiche sono lunghe.

Le iniziative, inoltre, dovranno non solo rispettare gli obiettivi imposti dalle linee guida della Commissione - come transizione digitale e verde, creazione di posti di lavoro, crescita - ma dovranno essere conformi con alle raccomandazioni specifiche per Paese. Per l'Italia questi principi si ripetono negli anni, ma ancora non si riesce a portarli a termine completamente, come ad esempio velocizzare i sistemi giudiziari, rendere efficente la pubblica amministrazione, mantenere in ordine i conti pubblici.

Il sistema dell'erogazione dei sussidi da parte della Commissione, oltre agli elementi di verifica, prevede anche la possibilità di sospendere il pagamento dei fondi se qualcosa non dovesse rispettare tutte le "pietre miliari", ovvero le tappe fissate nel progetto. Se il finanziamento è sospeso, c'è tempo massimo di sei mesi per rimettere in regola i tasselli mancanti, in caso contrario il provvedimento verrà automaticamente cancellato. Verrà cancellato anche dopo diciotto mesi di inerzia.

Il controllo attento da parte della Commissione europea, unito alle stringenti condizioni per l'accesso ai fondi, conclude Moavero, crea una nuova forma di dirigismo europeo sulle attività di investimento e di riforma degli Stati che può essere visto come un'arma a doppio taglio: da una parte un grande stimolo, dall'altra una perdita di autonomia.

Come si finanziano il Recovery Fund e Bilancio UE 2021-27

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