Ecofin: via libera a SURE, il piano UE da 100 miliardi contro la disoccupazione

Coronavirus UE - European Union, 2020  Source: EC - Audiovisual ServiceLuce verde dell'Ecofin a SURE, lo strumento di solidarietà da 100 miliardi per sostenere il reddito dei lavoratori e aiutare le imprese a restare a galla.

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Acronimo di Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, SURE è un nuovo strumento che erogherà fino a 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti a condizioni di favore ai Paesi che ne hanno bisogno.

Obiettivo: far sì che i lavoratori non perdano il proprio reddito e aiutare le imprese affinché mantengano il proprio personale.

Come funziona SURE

Lo strumento fa parte di un più ampio programma per la ripresa, che poggia su quattro pilastri: il MES per gli Stati, la BEI per le imprese, un Programma per la ripresa economica, noto come Recovery Fund, e appunto SURE per i lavoratori.

Piano europeo per la ripresa - Infografiche: © Unione europea

SURE consente agli Stati membri di chiedere il sostegno finanziario dell'UE per contribuire al finanziamento degli aumenti repentini e severi della spesa pubblica nazionale - a partire dal 1º febbraio 2020 - connessi a regimi di riduzione dell'orario lavorativo e misure analoghe, anche per i lavoratori autonomi, o a determinate misure di carattere sanitario, in particolare sul posto di lavoro, in risposta alla crisi.

Tutti gli Stati potranno avvalersene, ma lo strumento rivestirà un'importanza particolare per quelli più colpiti dall’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19 e dal conseguente shock economico.

Per fornire agli Stati assistenza finanziaria a condizioni favorevoli, la Commissione raccoglierà fondi sui mercati internazionali dei capitali per conto dell'UE. I prestiti concessi a titolo di SURE saranno sostenuti dal bilancio europeo e da garanzie fornite dagli Stati membri in funzione della loro quota nell'RNL dell'Unione. L'importo totale delle garanzie sarà di 25 miliardi di euro. Formalmente, l'assistenza finanziaria sarà concessa mediante una decisione adottata dal Consiglio su proposta della Commissione.

SURE diventerà disponibile dopo che tutti gli Stati membri avranno fornito le loro garanzie e sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Su proposta della Commissione, il Consiglio può decidere di prorogare il periodo di disponibilità dello strumento, ogni volta per un periodo supplementare di 6 mesi, qualora persistano gravi perturbazioni economiche causate dalla pandemia di Covid-19.

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I fondi europei contro l’emergenza coronavirus

L'azione UE per far fronte all'emergenza ha visto in campo anche i fondi europei: circa 37 miliardi sono stati messi a disposizione tramite la Coronavirus Response Investment Initivative, strumento che si basa su un riassetto dei programmi esistenti nel quadro della politica di coesione. 

Fondi, questi ultimi, destinati ai sistemi sanitari, alle PMI, ai mercati del lavoro e ad altre parti vulnerabili delle economie degli Stati membri. 

Ulteriori risorse, circa 800 milioni, arrivano poi da un ampliamento del raggio d’azione del Fondo europeo di solidarietà, finora riservato alle sole catastrofi naturali, dai terremoti alle alluvioni.

Inoltre, per sostenere direttamente i sistemi sanitari degli Stati membri nella lotta contro la pandemia, la Commissione ha mobilitato 3 miliardi, di cui 2,7 miliardi attraverso lo strumento per il sostegno di emergenza e 300 milioni attraverso la capacità di apparecchiature mediche di rescEU. Risorse cui potranno aggiungersi contributi supplementari da parte degli Stati membri e dei singoli, di fondazioni, anche attraverso il crowdfunding.

In un momento in cui nella maggior parte dell'Europa vige la limitazione dei contatti sociali per rallentare la diffusione del virus, è ancora più importante che le persone che fanno affidamento su altri per soddisfare le esigenze più basilari non siano escluse dagli aiuti. Il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) sarà adeguato di conseguenza: in particolare sarà introdotto l'uso di buoni elettronici per ridurre il rischio di contagio, come pure la possibilità di acquistare dispositivi di protezione per gli operatori incaricati di fornire gli aiuti.

Sostegno ai pescatori e agli agricoltori

Duramente colpite dalla crisi, l'agricoltura e la pesca svolgono un ruolo essenziale per garantire gli alimenti di cui ci nutriamo, ma le misure di contenimento del contagio e lo shock economico hanno ricadute negative sulle catene di approvvigionamento alimentare e le economie locali che il settore sostiene.

Come nel caso dei fondi strutturali, l'utilizzo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) sarà reso più flessibile. Gli Stati membri potranno fornire sostegno:

  • ai pescatori per l'arresto temporaneo delle attività di pesca;
  • agli acquacoltori per la sospensione o la riduzione temporanea della produzione;
  • e alle organizzazioni di produttori per lo stoccaggio temporaneo dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura.

La Commissione proporrà inoltre a breve una serie di misure per garantire che gli agricoltori e gli altri beneficiari possano ottenere il sostegno di cui hanno bisogno dalla politica agricola comune, ad esempio allungando i tempi per la presentazione delle domande di sostegno e per il trattamento delle stesse da parte delle amministrazioni, aumentando gli anticipi per i pagamenti diretti e i pagamenti per lo sviluppo rurale e garantendo maggiore flessibilità per i controlli in loco, al fine di ridurre al minimo per ridurre al minimo la necessità di contatti fisici e alleggerire gli oneri amministrativi.

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