Coronavirus, CDP: via alla rinegoziazione dei mutui per gli enti territoriali

Accordo Unicredit Sace per plafond 1 miliardo: Photocredit: Brajesh Kumar da Pixabay Per sostenere il Sistema Italia danneggiato dalla pandemia, CDP ha varato misure da miliardi di euro a favore di imprese e enti territoriali. Per questi ultimi c’è la possibilità di rinegoziare i mutui contratti in passato, in modo da liberare risorse per erogare servizi ai cittadini. Si tratta della più grande rinegoziazione degli ultimi anni che inizierà il 6 maggio.

> Coronavirus: cosa c'e' per le imprese nel decreto Cura Italia

Per affrontare questa fase di difficoltà causata dall'emergenza Coronavirus, le imprese italiane e gli enti territoriali hanno a disposizione non solo le misure previste dai decreti del Governo e quelle messe in campo dalle Regioni, ma anche gli interventi assicurati dal Gruppo Cassa depositi e prestiti (CDP).

Enti territoriali: via alla fase di rinegoziazione di 34 miliardi di mutui 

Il 6 maggio entra nel vivo la misura a favore degli enti territoriali, varata il 2 aprile dal Consiglio d'amministrazione del Gruppo. Si tratta della più vasta operazione di rinegoziazione dei prestiti attuata negli ultimi anni da CDP e che ha l'obiettivo di sostenere Comuni, Città Metropolitane, Province e Regioni che in questi mesi stanno intervendo a fianco di cittadini e imprese per mitigare le ripercussioni socio-economiche della crisi.

Grazie alla rinegoziazione dei mutui, infatti, queste istituzioni potranno avere maggiore liquidità con cui mettere in campo azioni a favore della propria comunità. Si tratta infatti di un’iniziativa che permetterà a 7.200 enti di rinegoziare circa 135mila prestiti, per un debito residuo complessivo di 34 miliardi di euro.

Grazie all’intervento, nel 2020 saranno quindi liberati fino a 1,4 miliardi di euro. Risorse che gli enti potranno destinare anche ad interventi per far fronte all’emergenza Coronavirus.

Più nello specifico dal 6 maggio al 27 maggio 2020 CDP metterà a disposizione di ciascun ente territoriale l’elenco dei prestiti originari, rendendo note le condizioni economiche della rinegoziazione.

Una pratica che avverrà completamente online sul Portale Enti Locali e PA del Gruppo e che consiste sostanzialmente in tre fasi:

  • La scelta dei mutui da parte degli enti territoriali che si intendono rinegoziare, sulla base delle condizioni poste dal Gruppo CDP;
  • L’inoltro online della richiesta di rinegoziazione;
  • Il perfezionamento dell’operazione. Una volta infatti ricevuto l’esito dell’operazione, l’Ente dovrà inviare la proposta contrattuale. A quel punto CDP, entro il 19 giugno 2020, invierà una PEC con la conferma del perfezionamento.

L’iniziativa si aggiunge a quella già varata in passato, relativa alla sospensione delle rate dei mutui dei comuni ricompresi nell’iniziale zona rossa delle regioni Lombardia e Veneto.

La misura da 2 miliardi per medie e grandi imprese

Oltre alla misura per gli enti territoriali, il 2 aprile CDP ha varato anche un intervento che riguarda le medie e grandi imprese. Si tratta di un intervento da 2 miliardi di euro, per supportare i fabbisogni finanziari di questa tipologia di aziende (si parla indicativamente di quelle con fatturato superiore ai 50 milioni di euro) per:

  • Esigenze temporanee di liquidità;
  • Supporto al capitale circolante;
  • Sostegno agli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle aziende.

L’erogazione dei fondi potrà avvenire anche in pool con altre Istituzioni finanziarie, mediante finanziamenti con quota di CDP di importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro e durata fino a 18 mesi.

> Cosa prevede il Decreto Liquidità

Il pacchetto di misure da 7 miliardi

Gli ultimi due interventi stabiliti il 2 aprile, si sommano alle misure già varate in questo periodo dal Gruppo. Si tratta, in particolare, di un pacchetto di misure da 7 miliardi di euro di cui:

  • 3 miliardi sono impiegati per garantire tassi calmierati a Pmi e Mid-cap, da parte delle istituzioni finanziarie aderenti alla ‘Piattaforma imprese’. Risorse già disponibili e che permetteranno di sostenere investimenti ed esigenze di capitale circolante delle imprese in questa fase complicata;
  • 4 miliardi servono, invece, per supportare le attività di export, anche in prospettiva del Piano per la Promozione del Made in Italy 2020. 

Il Plafond Piattaforma Imprese da 3 miliardi per garantire l’accesso al credito

La prima linea di intervento di CDP è quella che intende sostenere l’accesso al credito da parte delle imprese italiane, garantendo loro la necessaria liquidità per affrontare questo momento di difficoltà. Si tratta di un’iniziativa già attiva e che si rivolge a tutte le società MID Corporate e PMI italiane. 

Piattaforma Imprese”, infatti, è uno strumento attivo sin dal 2014 e che consente alle banche di reperire funding a condizioni di mercato per l’erogazione di finanziamenti a tassi competitivi alla propria clientela. 

Adesso, per incrementare ulteriormente i benefici per le imprese colpite dalle conseguenze negative della pandemia, il Plafond è stato ulteriormente ritoccato, grazie ad una riduzione eccezionale del costo della provvista rispetto alle condizioni ordinarie. Una situazione che resterà in piedi fino al termine della fase emergenziale. 

Più nel dettaglio:

  • Le linee di provvista messe a disposizione da CDP hanno una durata compresa tra i 3 e 12-15 anni, con obbligo per le banche di concedere nuova finanza alle imprese di durata minima rispettivamente compresa tra 1 e 10 anni;
  • Inoltre, qualora sul finanziamento venga acquisita una garanzia da parte di un garante pubblico o equivalente (come ad esempio il Fondo di Garanzia per le PMI ex L. 662/96 o SACE,) il prezzo della provvista praticato da CDP beneficia di un’ulteriore riduzione (cd. linee a ponderazione zero);
  • Infine, per assicurare la massima trasparenza, CDP richiede alle banche partner di indicare nel contratto di finanziamento con l’impresa il costo al quale è stata ottenuta la provvista da CDP e la relativa durata, dando in questo modo evidenza del margine applicato dalla banca medesima.

Tre misure per sostenere l’internazionalizzazione dal valore di 4 miliardi

Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, invece, CDP ha stanziato 4 miliardi ripartiti in tre linee di intervento.

La prima riguarda le Garanzie finanziarie e ha una dotazione di 1,5 miliardi di euro. L’iniziativa è destinata a tutte le società di capitali MID Corporate e PMI che presentino un fatturato export minimo del 10% e che al 31 dicembre 2019 si trovavano in una situazione di equilibrio finanziario.

In particolare, grazie al plafond di 1,5 miliardi di euro, SACE rilascia garanzie fino al 50% al sistema bancario per agevolare l’erogazione di nuovi mutui di breve termine finalizzati al finanziamento del circolante (ad esempio per necessità di materie prime, scorte di magazzino, semilavorati ma non solo). In questo modo le aziende vengono sostenute nel corso di questa congiuntura negativa, permettendo loro di far fronte allo shock della filiera produttiva nazionale e internazionale e a momentanei ritardi nei flussi di incasso delle commesse in essere.

La seconda linea, invece, ha una dotazione di 2 miliardi e si rivolge ad imprese estere con elevato potenziale di procurement dall’Italia. Anche in questo caso si tratta di uno strumento che sostiene l'export italiano perché, grazie all’attivazione di nuove coperture assicurative e finanziamenti a beneficio di grandi buyer esteri, si incrementa l’acquisto di merci e servizi italiani soprattutto nel settore oil&gas, macchinari e meccanica, infrastrutture, alimentare ed energetico. 

La terza linea, infine, consiste in un plafond di 500 milioni di euro per supportare le esportazioni delle PMI italiane verso i paesi del Latin America, Africa e Middle East (aree a indirizzo preferenziale, ma non esclusivo, in considerazione del loro forte tasso di crescita ma ancora sotto-penetrate dalle PMI italiane). Il tutto con condizioni assicurative favorevoli, nel rispetto del quadro normativo internazionale vigente e senza l’applicazione di alcun costo per la valutazione di affidabilità della propria controparte.

Cosa prevede il Piano promozione Made in Italy 2020

Iniziative di moratoria e dilazione dei pagamenti

Agli interventi sul credito e l’export, si va poi ad aggiungere un’azione specifica di SACE, portata avanti in complementarietà con il sistema bancario. SACE, infatti, concederà una moratoria fino a 12 mesi sui finanziamenti a medio-lungo termine garantiti, in linea con le misure promosse da ABI o da singole banche. Una misura che sarà estendibile a tutte le imprese italiane che saranno danneggiate direttamente o indirettamente dall’emergenza. 

A questa iniziativa, poi, se ne affiancano altre due:

  • Una dilazione del pagamento su operazioni di factoring, dedicata alle imprese clienti di SACE Fct, che prevede una estensione fino a 6 mesi dei termini di dilazione  precedentemente accordati;
  • Una proroga dei termini di pagamento delle polizze assicurative per tutti gli assicurati e/o contraenti di SACE BT

Gli altri interventi di CDP per l’internazionalizzazione 

Oltre ai 7 miliardi di euro, il Gruppo CDP sta sostenendo l'internazionalizzazione delle imprese italiane anche in altri due modi.

Il primo riguarda il rifinanziamento da 400 milioni del Fondo Rotativo 394, previsto dal Piano Straordinario per il Made in Italy 2020.

Il secondo consiste, invece, in una moratoria sui finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione concessi da Simest, varata a seguito dell’emergenza Coronavirus. In questo modo le aziende danneggiate dall’emergenza COVID-19, possono ottenere le seguenti condizioni straordinarie: 

  • Una moratoria (per la presentazione di documentazione e rendicontazione) o un posticipo (dei periodi di ammortamento e pre-ammortamento) di sei mesi, nel caso le iniziative oggetto del finanziamento siano state rinviate;
  • L’eliminazione della maggiorazione del 2%, prevista per le revoche, per la parte di rimborso del finanziamento delle spese non effettuate, se le iniziative oggetto di finanziamento sono state cancellate.

Le prossime iniziative CDP, presto operative

Il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti sta lavorando anche per rendere operativa, nelle prossime settimane, un'altra iniziativa già approvata dal Decreto-legge “Cura Italia” del 17 marzo 2020. 

Si tratta del rafforzamento del Fondo rotativo Legge n. 394/81. L’intervento, in particolare, prevede la costituzione di una sezione separata del Fondo che permetterà co-finanziamenti a fondo perduto fino al 50% dei finanziamenti agevolati attualmente concessi.

Coronavirus: cosa prevede il decreto Cura Italia per l'export

L’accordo da 1 miliardo tra CDP e Unicredit

All’interno del pacchetto da 7 miliardi di euro, rientra anche la partnership tra CDP e Unicredit che ha dato il via ad un plafond da 1 miliardo per sostenere le imprese italiane clienti della banca e danneggiate dal Coronavirus.

Più nello specifico attraverso il plafond saranno offerti finanziamenti a breve termine (fino a 18 mesi), erogati da UniCredit e garantiti da SACE, a favore delle aziende clienti della banca, per far fronte alle esigenze di capitale circolante e permettere a queste di assorbire al meglio lo shock subito dalla filiera produttiva nazionale e internazionale a seguito della diffusione in tutto il mondo del Covid-19.

Le risorse, infatti, consentiranno alle imprese di:

  • Superare le difficoltà legate a momentanei ritardi nei flussi di incasso degli ordini e delle commesse in essere;
  • Far fronte alle limitazioni nelle consegne ai clienti o dai fornitori, garantendo, quindi, continuità nella loro operatività con i mercati internazionali.

Photocredit: Brajesh Kumar da Pixabay 

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.