Incentivi alle imprese per produrre mascherine e dispositivi medici: domande dal 26 marzo

Incentivo Invitalia: 50 milioni per produrre mascherine: Photocredit: rottonara da PixabayCuraitalia è l’incentivo che sostiene le imprese italiane nella produzione di mascherine e dispositivi medici. L’agevolazione consiste in un mutuo agevolato a tasso zero, ma se il progetto di riconversione produttiva si conclude in 15 giorni, l’incentivo diventa un contributo a fondo perduto al 100%. Ecco tutte le informazioni per accedervi.

> Cosa prevede il Decreto Cura Italia

Dopo il via libera da Bruxelles al regime italiano di aiuti da 50 milioni di euro per sostenere la produzione di dispositivi medici previsto dal Decreto Cura Italia, Invitalia ha messo a punto l’incentivo ed è pronta a partire. Si aprono il 26 marzo, infatti, i termini per presentare domanda.

A cosa serve l’incentivo Curaitalia

I 50 milioni previsti dal Dl Cura Italia, servono in buona sostanza a sostenere le imprese italiane nell’ampliamento e/o nella riconversione delle linee produttive, per renderle capaci di produrre dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale, necessari in queste drammatiche settimane negli ospedali.

Per essere ammissibile, il progetto di investimento può variare da un minimo di 200mila euro ad un massimo di 2 milioni di euro.

Innova per l'Italia: appello a ricerca e imprese per arginare l’epidemia

Come funzionano gli incentivi?

In prima istanza l’agevolazione consiste in un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni.

Tuttavia, dato il carattere di estrema urgenza per la fornitura di questi dispositivi, il mutuo può trasformarsi in un contributo a fondo perdutofino al 100% dell’investimento, se il progetto diventa velocemente operativo.

Più in particolare, Curaitalia Incentivi prevede che:

  • La massima agevolazione conseguibile (in termini di ESL) è 800mila euro;
  • Siano agevolabili anche le spese sostenute prima della presentazione della domanda, ma dopo la pubblicazione del Dl Cura Italia (avvenuta il 17 marzo 2020).

Per quanto riguarda, invece, la trasformazione dell’incentivo in un contributo a fondo perduto, questo avviene nei seguenti casi:

  • Se l’investimento si completa entro 15 giorni, l’impresa avrà il 100% di fondo perduto;
  • Se l’investimento si completa entro 30 giorni, l’impresa avrà il 50% di fondo perduto;
  • Se l’investimento si completa entro 60 giorni, l’impresa avrà il 25% di fondo perduto.

Per accelerare le tempistiche per la produzione di questi dispositivi, anche le procedure previste per la presentazione e la valutazione delle domande sono estremamente snelle. E’ previsto infatti che:

  • La procedura per la presentazione della domanda sia agile, prevedendo adempimenti ridotti per le imprese. E’ richiesta, tuttavia, una perizia tecnica asseverata;
  • L’iter di valutazione sia veloce, concludendosi in 5 giorni;
  • Il bando sia “a sportello”. Questo significa che le domande verranno analizzate via via che arrivano, in  basa all’ordine cronologico di presentazione e, se ritenute valide, otterranno subito il finanziamento.

Infine, per agevolare la riconversione e la produzione, l'incentivo prevede un anticipo del 60% della spesa, senza la necessità di presentare garanzie al momento dell'accettazione del provvedimento di ammissione. Il saldo arriverà, invece, una volta conclusi gli investimenti.

Coronavirus: call per soluzioni digitali contro la pandemia

Come presentare la domanda?

I termini per presentare la domanda si aprono alle ore 12.00 del 26 marzo 2020. Le richieste dovranno essere presentate tramite la Piattaforma online di Invitalia, previa registrazione.

Come detto, gli adempimenti richiesti alle imprese che vogliono partecipare, sono ridotti. I documenti da presentare sono, in buona sostanza, solo i seguenti:

  • Dichiarazione per richiesta antimafia;
  • Dichiarazione possesso requisiti;
  • Dichiarazione antiriciclaggio;
  • Piano degli investimenti;
  • Relazione tecnica.

Infine si ricorda che, per richiedere le agevolazioni tramite la Piattaforma di Invitalia, è necessario disporre sia della firma digitale, sia di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Coronavirus: cosa c'e' per le imprese nel decreto Cura Italia

Photocredit: rottonara da Pixabay

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.