UE: agrifood, piu' flessibilita' per i programmi di sviluppo rurale

PAC: Bruxelles, ok a proroga scadenza domande pagamenti direttiBruxelles mette in cantiere nuove misure per aiutare le aree rurali a superare la crisi da coronavirus. Il commissario UE Janusz Wojciechoski, in un suo tweet, parla di maggiore flessibilità all'interno dei programmi di sviluppo rurale.

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Nel nuovo pacchetto, secondo il commissario Wojciechowski, potrebbe esserci anche la possibilità di una nuova proroga del termine di scadenza per la presentazione delle domande per gli aiuti diretti, già posticipato in via straordinaria dal 15 maggio al 15 giugno. Altri potenziali provvedimenti sarebbero relativi alla semplificazione dei controlli e all'eventualità per i paesi membri di anticipare gli aiuti diretti.

Secondo i dati della Commissione europea, il 93% dei 100 miliardi di euro del Fondo europeo per lo Sviluppo Rurale 2014-20 sono già impegnati (83% a livello dei beneficiari), quindi i restanti 7 miliardi potrebbero essere usati per le nuove misure. 

In Italia i fondi UE non impegnati dovrebbero attestarsi tra 1 e 1,5 miliardi, cui vanno aggiunti i contributi nazionali e regionali. 

Commissione UE: proroghe e aiuti alle imprese

Considerando la situazione straordinaria creata dall'emergenza coronavirus, la Commissione europea ha posticipato, dal 15 al 22 aprile, il termine ultimo per la presentazione delle domande relative ai programmi di promozione dei prodotti agroalimentari. 

L'invito a presentare proposte per accedere ai 200 milioni di euro di cofinanziamento è aperto ad organizzazioni di produttori, consorzi, gruppi di produttori e gruppi agroalimentari responsabili di attività promozionali. La quota maggiore dei fondi sarà assegnata a campagne per mercati ad alto reddito procapite o in forte espansione economica, come Canada, Cina, Giappone, Corea, Messico e Stati Uniti.

Dopo l’invito presentato dal Ministero delle politiche agricole alimentari alla Commissione europea, alla fine dello scorso febbraio, Bruxelles risponde dando il via libera, il 16 marzo scorso, al differimento di un mese – dal 15 maggio al 15 giugno 2020 – dei termini per la presentazione delle richieste relative alla PAC per questa campagna.

Oltre a questo provvedimento, che concede un importante assist alle imprese strette dalla morsa dell’epidemia Coronavirus, la Commissione UE ha dimostrato un’ampia disponibilità ad esaminare le altre richieste presentate dall'Italia.

Fra queste necessità, le misure principali sono legate a:

  • tempi di liquidazione degli aiuti PAC relativi alla campagna 2019,
  • rimodulazione dei programmi di promozione,
  • proroga delle scadenze relative alle Organizzazioni comuni di mercato del vino e dell'ortofrutta (Ocm),
  • rendicontazione dei Programmi di sviluppo rurale (PSR).

“Una buona notizia che viene incontro alle sollecitazioni ed esigenze delle aziende. Allo stesso tempo ritengo positiva l'apertura sulle altre richieste inoltrate: sostenere la filiera alimentare in questo momento è di fondamentale importanza per l'Italia è per l'Europa”, ha commentato il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

Coronavirus e traguardi Agea

Circa 80 milioni di euro per oltre 56mila beneficiari. Sono questi i numeri che restituiscono la settimana di lavoro in modalità smart working dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), relativamente ai decreti di pagamento autorizzati nell'ambito della domanda unica, dello sviluppo rurale e dei programmi operativi.  

Nel dettaglio, queste risorse si riferiscono:

  • alla domanda unica per l'annualità 2019 in favore quasi 53mila beneficiari per 25,2 milioni di euro;
  • ai programmi regionali di sviluppo rurale (PSR), che Agea gestisce, in favore di oltre 3mila beneficiari per 34,6 milioni di euro;
  • ai programmi operativi in favore di 13 beneficiari per 12 milioni di euro.

"Numeri importanti a testimonianza di un'amministrazione, quella del nostro Ministero, che non si ferma e anzi, anche sperimentando modalità di lavoro nuove mai testate in maniera così massiva, consente di proseguire e addirittura velocizzare, come ho espressamente chiesto agli Uffici interessati, l'attività di erogazione delle risorse da remoto. Garantire liquidità alle imprese agricole e della filiera alimentare è, in questo momento, una priorità assoluta", ha affermato la ministra Bellanova.

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Corte Conti UE: difficile avere nuova PAC entro il 2022

La Politica agricola europea è in una fase di transizione. È necessaria continuità, ma occorrono anche norme chiare perché si registrano ritardi nell'approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e della PAC post 2020. Questo è il dato fondamentale emerso dal rapporto della Corte dei conti UE, relazione secondo la quale i ritardi rinvieranno di almeno un anno l'applicazione di una PAC più ambiziosa.

Di qui la necessità di usare “il tempo supplementare per affrontare le sfide climatico-ambientali illustrate nel Green Deal, assicurare una solida governance della futura PAC e puntellarne il quadro”.

Nel rapporto, pubblicato il 16 marzo scorso, si sottolinea come la Commissione abbia proposto di prorogare l'attuale quadro normativo e di continuare a finanziare la politica agricola in base agli importi proposti per il bilancio concernente il periodo successivo al 2020. Le norme transitorie proposte mirano a fornire certezza e continuità nella concessione del sostegno e ad agevolare la transizione dal periodo in corso a quello successivo.

“Considerata la situazione del dibattito in corso fra il Parlamento europeo e il Consiglio, potrebbe risultare difficoltoso applicare il nuovo quadro normativo e i piani strategici per la PAC a partire dal 2022”, ha spiegato João Figueiredo, il membro della Corte responsabile del parere.

La proposta di Bruxelles offre agli Stati membri la possibilità di prorogare di un anno i rispettivi PSR, fino alla fine del 2021. La Corte sottolinea che gli Stati membri “dovrebbero continuare ad affrontare le problematiche climatiche e ambientali puntando a livelli di risultato almeno pari, se non superiori, a quelli perseguiti fino ad ora, utilizzando eventuali nuove risorse finanziarie secondo le vecchie norme”.

La magistratura contabile europea osserva, inoltre, che si è prestata un'attenzione crescente ai pagamenti erogati ad agricoltori che non sono realmente tali, ma che acquistano terreni agricoli per ricevere i pagamenti PAC. A tal proposito, la Corte invita la Commissione UE e i responsabili delle politiche a usare l'anno supplementare per valutare i rischi correlati e la necessità di rivedere i criteri stabiliti nelle proposte legislative relative alla PAC post 2020. 

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