Rinnovabili, mercato energia, Tlc: le direttive UE da recepire nel 2020

Legge delegazione europea 2019 - Photo by Matthias Zomer from PexelsEnergia e telecomunicazioni sono alcuni dei temi al centro delle direttive UE che l’Italia dovrà recepire il prossimo anno, attraverso la Legge di delegazione europea.

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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola, ha approvato, in esame preliminare, il disegno di legge che delega il Governo al recepimento di direttive europee e all’attuazione di altri atti dell’Unione europea, la cosiddetta legge di delegazione europea 2019.

Tra le principali direttive da attuare, figurano quelle su rinnovabili e mercato interno dell’energia elettrica, la norma che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche e il provvedimento sulle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare.

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I diversi elementi di una delle pietre miliari della commissione Juncker, il cosiddetto Pacchetto energia, si apprestano ad entrare stabilmente nella legislazione italiana. Fra i provvedimenti nella Legge di delegazione europea 2019 figurano, infatti, la direttiva rinnovabili e quella sul mercato interno dell’energia elettrica. 

La prima - la direttiva 2018/2001 - fissa il target del 32% di rinnovabili al 2030, indica la quota di FER nei trasporti al 14%, prevede di eliminare l’utilizzo di olio di palma e fissa la riduzione delle emissioni di CO2 al 40%.

Inoltre, al suo interno, si prevedono criteri di sostenibilità per le biomasse solide. L'approccio garantisce che la biomassa sia prodotta in modo sostenibile e legale, indipendentemente dalla sua origine geografica.

I criteri di sostenibilità si applicano per gli impianti con potenza (sia elettrica sia termica) pari o superiore a 20 MW, e agli Stati membri è consentito fissare criteri più elevati. In termini di target gli impianti a biomassa per la produzione elettrica e termica (anche raffrescamento) dovranno dimostrare di garantire un risparmio dei gas effetto serra del 70% dal 2012 e dell'80% dal 2026.

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Nella legge di delegazione europea 2019 confluisce anche la direttiva 2019/944 sul mercato interno dell’energia elettrica, adottata a maggio del 2019 insieme al regolamento sul tema. 

La riforma del mercato elettrico UE introduce un nuovo standard emissivo per le centrali fossili che parteciperanno al Capacity Market, il cosiddetto EPS, Emission performance standard: un limite di 550 g di CO2 per kWh su tutti i nuovi impianti, che, dal 1° luglio 2025, sarà applicato anche a quelli vecchi.

Il testo prevede un’ulteriore valutazione dell’UE (insieme a quelle nazionali) sui rischi di una possibile carenza di energia elettrica negli Stati membri per evitare l’uso non necessario dei meccanismi di capacità.

La riforma concede inoltre agli Stati membri la possibilità di regolare temporaneamente i prezzi elettrici per assistere e proteggere famiglie povere o vulnerabili in termini energetici, con l’obbligo tuttavia di presentare relazioni che documentino i progressi fatti verso l’abbandono del mercato elettrico regolamentato.

Il regolamento e la direttiva facilitano il cambio di fornitore, la vendita di energia elettrica dai consumatori agli operatori, e garantisce che questi abbiano accesso a strumenti di confronto dei prezzi online e contatori 'intelligenti' per controllare meglio i consumi.

I fornitori di energia elettrica dovranno garantire ai consumatori la possibilità di cambiare fornitore senza commissioni entro un periodo massimo di tre settimane, che diventerà di 24 ore entro il 2026.

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Riforma delle telecomunicazioni

Nella legge di delegazione europea 2019 approda anche la direttiva 2018/1972, che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, il cui obiettivo è stimolare l’innovazione e rafforzare la protezione dei consumatori nel segmento delle comunicazioni elettroniche.

La direttiva intende innanzitutto realizzare un mercato interno delle reti e dei servizi Tel che si traduca diffusione di reti ad altissima capacità, concorrenza sostenibile, interoperabilità dei servizi di comunicazione elettronica, accessibilità, sicurezza delle reti e dei servizi e vantaggi per gli utenti finali. 

Inoltre, il Codice vuole garantire la fornitura in tutta l’Unione di servizi di buona qualità accessibili al pubblico e a prezzi abbordabili, attraverso una concorrenza efficace e un’effettiva possibilità di scelta, disciplinare i casi in cui le esigenze degli utenti finali, compresi quelli con disabilità, non sono adeguatamente soddisfatte mediante il mercato e stabilire i necessari diritti degli utenti finali.

La direttiva definisce anche i compiti delle autorità nazionali di regolamentazione, insieme alle procedure atte a garantire l’applicazione armonizzata del quadro normativo nell’UE.

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SMAV e pratiche sleali nella filiera agroalimentare: le altre direttive da adottare

Nell’elenco delle direttive da attuare a livello nazionale figurano inolte:

  • la 2018/1808 sui servizi di media audiovisivi (“direttiva SMAV”), che ha tra i suoi obiettivi il rafforzamento della tutela dei minori e dei consumatori, la lotta contro l’incitamento all’odio in tutti i contenuti audiovisivi, lo sviluppo dell’alfabetizzazione mediatica, l’accessibilità ai contenuti digitali da parte delle persone con disabilità;
  • la 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare;
  • la 2019/879 sulla capacità di assorbimento di perdite e di ricapitalizzazione degli enti creditizi e delle imprese di investimento.

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