Patrimonio Rilancio: ok dell’UE su misura per ricapitalizzazione delle grandi imprese

Patrimonio Rilancio CDPVia libera della Commissione UE al regime italiano da 44 miliardi per la ricapitalizzazione delle grandi imprese. Si tratta del “Patrimonio Rilancio”, lo strumento previsto nel dl Rilancio per sostenere le imprese con fatturati sopra i 50 milioni e che sarà gestito da CDP. Il decreto attuativo è atteso per la prossima settimana.

Dl Rilancio: due misure per il rafforzamento patrimoniale delle imprese

Con l’approvazione del regime d’aiuti italiano per la ricapitalizzazione delle grandi imprese colpite dal Covid, sta per diventare operativo anche il secondo pilastro pensato nei mesi scorsi dal governo per sostenere il rafforzamento patrimoniale delle imprese italiane.

Dopo l’avvio dei tre strumenti a sostegno della patrimonializzazione delle PMI, infatti, con l’ok arrivato ieri da Bruxelles, la prossima settimana arriverà anche il decreto attuativo di “Patrimonio Rilancio”.

Che cos’è Patrimonio Rilancio di CDP

Patrimonio Rilancio è un società veicolo ad hoc creata dal decreto Rilancio e gestita da Cassa depositi e prestiti (CDP). La misura consentirà di supportare la ricapitalizzazione di società per azioni con sede in Italia (escluse banche e assicurazioni) che abbiano un fatturato superiore ai 50 milioni di euro.

Si tratta di un intervento, quindi, che consolida la base di capitale delle grandi imprese andate in sofferenza in questi mesi a causa del Covid, grazie a quattro operazioni di ricapitalizzazione:

  • Conferimenti in capitale;
  • Obbligazioni obbligatoriamente convertibili;
  • Obbligazioni convertibili, su richiesta del beneficiario o dell'obbligazionista;
  • Debiti subordinati.

Quali aziende possono accedere a Patrimonio Rilancio

Patrimonio Rilancio è stato pensato per le grandi imprese - sopra i 50 milioni di fatturato - che hanno subito una drastica riduzione delle entrate nel 2020 a causa del Covid.

Per essere ammissibili, tra gli altri criteri, le imprese devono essere considerate strategiche per l'economia e per i mercati del lavoro.

Restano fuori, invece, le imprese che al 31 dicembre 2019 risultavano già in difficoltà.

Gli aspetti innovativi di Patrimonio Rilancio, che rendono più efficace l’aiuto

L’Italia è stata tra i primi paesi a creare uno strumento simile, sfruttando il Temporary Framework (TF) europeo sugli aiuti di stato. Tra i diversi aiuti temporanei previsti da Bruxelles, infatti, c’è anche quello che permette interventi mirati di ricapitalizzazione. Una misura essenziale per sostenere le imprese e che l’Italia ha colto al balzo, inserendola già nel dl Rilancio.

Invece di trasporre semplicemente quanto previsto da Bruxelles, però, il governo italiano ha preferito dialogare con la Commissione, in modo da mettere in campo uno strumento adatto alle esigenze italiane, rendendolo effettivamente utile alle imprese.

Grazie quindi alla tenacia negoziale del Ministero dell’economia (MEF), Patrimonio Rilancio ha allargato la platea di strumenti previsti dal Temporary Framework, aggiungendone due, come ha spiegato il ministro dell’economia Roberto Gualtieri nel corso di un’audizione parlamentare. “Il Temporary Framework contempla solo due tipi di interventi: la sottoscrizione di azioni e la sottoscrizione di strumenti ibridi automaticamente convertiti in azioni nel caso in cui alla scadenza l’impresa beneficiaria non sia ancora in grado di rimborsare i titoli”. Nell’interlocuzione con la Commissione europea, invece, l’Italia ha proposto di aggiungere “anche degli ibridi convertibili, (l’opzione della conversione dei quali è nelle mani del sottoscrittore) che non sono esplicitamente contemplati dal TF e che sono al tempo stesso più convenienti per l’impresa e offrono maggiori salvaguardie per lo Stato”.

> Per approfondire: cosa prevede il Temporary Framework

Quando diventerà operativo Patrimonio Rilancio?

Con l’ok arrivato ieri da Bruxelles, l’operatività di Patrimonio Rilancio si avvicina a grandi passi. 

La prossima settimana, infatti, il governo procederà col decreto attuativo della misura. A confermarlo sempre Gualtieri durante la conferenza stampa di qualche giorno fa sulle misure per la patrimonializzazione delle PMI.

Seguirà quindi il passaggio in Parlamento, che avrà però tempi contenuti. A quel punto, dopo gli ultimi step - inclusa l’adozione del regolamento da parte di CDP e la verifica del MEF  lo strumento sarà operativo.

L’obiettivo è che Patrimonio Rilancio sia pronto in autunno e per i primi mesi del prossimo anno, “cioè per quelli che realisticamente saranno i momenti utili per una misura che non è più uno strumento di liquidità immediata, bensi un intervento di capitalizzazione”, spiega Gualtieri. 

A differenza infatti di altre misure basate sul Temporary Framework, Patrimonio Rilancio sarà applicabile fino al 30 giugno 2021

A prevederlo è stato proprio il TF perché le misure di ricapitalizzazione - a differenza delle altre che aiutano ad affrontare problemi di liquidità immediata - mirano invece a risolvere problemi di solvibilità che potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva con l'evolversi della crisi. In tale contesto, quindi, la Commissione non esclude neanche che il quadro possa essere prorogato.

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