Reddito di emergenza: rinviato a luglio termine per presentare domande

Tutte le novità sul reddito di emergenza: Photocredit: Mircea Iancu da Pixabay Via libera del Consiglio dei Ministri alla proroga al 31 luglio 2020 dei termini per la presentazione delle domande per il Reddito di emergenza. 

> Cosa prevede il decreto rilancio

Oltre alla possibilità di utilizzare da subito la Cassa integrazione per ulteriori quattro settimane, il decreto-legge in materia di trattamenti di integrazione salariale approvato dal CdM prevede un rinvio della data ultima per richiedere il Reddito di emergenza (Rem): la scadenza passa dal 30 giugno al 31 luglio 2020. 

Reddito di emergenza: cos'è e a chi spetta

Il Rem, introdotto dal decreto Rilancio, è una forma di sostegno straordinario destinato alle famiglie in difficoltà, per il quale sono stati stanziati 955 milioni di euro.

Questa misura eroga, in due quote, un contributo con un valore compreso (per ciascuna quota) fra i 400 e gli 800 euro. L’importo sale a 840 euro per le famiglie dove ci sono disabili gravi e persone non autosufficienti. 

Per poter accedere al reddito di emergenza i nuclei familiari devono possedere quattro requisiti obbligatori che dovranno essere dichiarati nella domanda e che saranno verificati dall’Inps. Si tratta di:

  • residenza in Italia
  • valore del reddito familiare, ad aprile 2020, inferiore al Rem che si riceve; 
  • valore del patrimonio mobiliare familiare nel 2019 inferiore a 10mila euro e che può arrivare a massimo 25mila euro a seconda del nucleo familiare (il valore infatti aumenta di 5mila euro per ogni componente, fino ad un massimo di 20mila euro, e può essere incrementato di ulteriori 5mila euro per ogni familiare disabile presente nel nucleo); 
  • Isee inferiore a 15mila euro

ll reddito di emergenza, però, non sarà dato a quelle famiglie dove ci sono persone che percepiscono (o hanno percepito) altre forme di sostegno previste dal Governo per contrastare l’emergenza Coronavirus, incluso il bonus colf e badanti e le misure previste per i lavoratori autonomi e in particolare:

  • Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO;
  • Liberi professionisti titolari di partita IVA, iscritti alla Gestione separata;
  • Lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata;
  • Lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, anche somministrati;
  • Lavoratori settore agricolo;
  • Lavoratori dello spettacolo;
  • Lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • Lavoratori intermittenti;
  • Lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • Incaricati alle vendite a domicilio.

Il Reddito di emergenza, non sarà erogato neanche a quelle persone che hanno un contratto di lavoro dipendente (con uno stipendio lordo superiore al reddito familiare). Nel caso di lavoratori in cassa integrazione, la verifica del requisito viene effettuata sulla base della retribuzione teorica del lavoratore (desumibile dalle denunce aziendali). Questo significa ad esempio che un lavoratore in cassa integrazione che vive da solo e nel mese di presentazione della domanda ha una retribuzione teorica superiore a 400 euro, non potrà ricevere il Rem.

Il Reddito di emergenza, inoltre, non spetta alle famiglie dove c’è un componente che riceve la pensione, indipendentemente dall’importo. Discorso analogo per l’assegno sociale. L’unica eccezione è rappresentata dall’assegno di invalidità.

Il Rem, infine, non è compatibile con il Reddito o la Pensione di cittadinanza.

> Per approfondire: tutte le misure per il lavoro previste dal decreto rilancio

Reddito di emergenza: come richiederlo

Grazie all'ok del Governo al decreto-legge in materia di trattamenti di integrazione salariale, le domande per accedere al Rem devono essere presentate entro il 31 luglio 2020.

Come illustra la circolare Inps n. 69 del 3 giugno 2020, il Rem può essere richiesto in tre modi:

  • Sul sito internet dell’Inps, autenticandosi con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica;
  • Tramite i patronati;
  • Tramite i centri di assistenza fiscale (i caf), previa stipula di una apposita convenzione con l’Inps.

La domanda, specifica ancora la circolare 69-2020, deve essere presentata da uno dei componenti del nucleo familiare (individuato come il richiedente il beneficio) per conto di tutto il nucleo familiare.

> Per approfondire: le misure per le famiglie previste dal decreto rilancio

Photocredit: Mircea Iancu da Pixabay 

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